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L’Argentado
“Un luogo immaginario dove i bisogni materiali sono appagati e gli uomini vivono in pace tra loro, godendosi la vita.”
   
Immagine
   

"L’Argentado” è l’Eldorado dell’Entroterra di Ponente. E’ un percorso ad anello di 100 km che tocca 9 Comuni di quel luogo incantato che è la Valle Argentina.

Qui l’oro e l’argento sono l’olio dolce di qualità superiore e le foglie argentate degli ulivi . Olive della varietà taggiasca, coltivazione unica e tipica del Ponente Ligure che a Taggia è nata e che da Taggia prende il nome.

Gran parte del percorso si snoda lungo il torrente Argentina, le cui acque limpide e nervose conferiscono alla Valle il caratteristico aspetto selvaggio. Il colore dominante, oltre al verde dei boschi e degli ulivi, qui sono il nero e il grigio dell’ardesia, pietra sottile e setosa: con l’ardesia sono fatti i tetti, i portali, gli scalini e i lavatoi dei paesi.

Programma

All’inizio del percorso c’è Taggia, “paese di pietra e d’oro”, indiscutibile capitale del fantastico regno dell’Argentado.
L’oro è l’olio taggiasco, che da qui nasce e che qui è rammemorato, fonte principale di ricchezza di tutto l’Entroterra di Ponente. La pietra è l’ardesia nera e grigia, lavorata nei secoli da maestri dello scalpellino e che adorna l’intero centro storico.

A quindici minuti di macchina ecco Badalucco, “paese dipinto”. A Badalucco la fantasia è andata al potere, conquistando con i murales le facciate delle case, adornando con le ceramiche artistiche le case e le strade.

A pochi km si incontra Montalto, “paese romantico”. Qui, infatti, è ancora molto viva la leggenda dei giovani sposi che fondarono il paese per fuggire al barbaro rito dello jus primae noctis.
Lo ricorda la bellissima “Loggia degli sposi”, luogo prediletto di molti matrimoni, lo rammemorano i dolcetti tipici degli sposi e quell’aria romantica e sospesa che si respira in tutto il paese.

Una deviazione porta fuori dalla Valle Argentina, verso Carpasio, “paese resistente”. A Carpasio resistono, infatti, cose e pensieri: il bel museo ricorda gli eroi e i sogni della Resistenza e il campanile della chiesa ingaggia da secoli una sfida con la gravità, ad imitazione della torre pisana. Carpasio è anche punto d’interscambio, per chi volesse percorre il tragitto che porta verso Prelà, Vasia, Dolcedo.

Chi ritorna indietro e riprende il giro dell’Argentado sale, invece, sino a Molini di Triora, “ paese di ruote”. In passato ventitré mulini ad acqua ne determinarono il nome, adesso ne restano due che meritano comunque una visita. Ruotano su se stesse anche le chiocciole delle lumache, il piatto tipico della tradizione locale.

Poco oltre spunta Triora, paese “candido e nero”. Il candore è quello della neve, che da queste parti scende spesso copiosa, tanto che nella frazione di Monesi è possibile sciare a strapiombo sul mare. Il nero, oltre che nei portali, è nella notorietà conquistata con il ricordo e la rievocazione di un terribile processo di caccia alle streghe: il museo etnografico e della stregoneria merita sicuramente una visita.

Il percorso scende giù e tocca Pigna, “paese di felici incontri”. Pigna fu, infatti, luogo di scambi commerciali tra chi andava e veniva dalla Francia. Oltre alla ricchezza, il commercio lasciò segni importanti nell’arte, di cui è testimonianza per esempio la bella architettura e gli splendidi dipinti del Canavesio nella parrocchiale di S. Michele.

Penultima tappa nell’Entroterra è Baiardo, “paese inventato”. Dopo la distruzione del terremoto del 1887, che causò gravi danni, i cittadini seppero infatti reinventarlo. Simbolo tra tutti d’inventiva è la festa della barca che si tiene a Pentecoste. Durante la festa, che ricorda una storia di sogni d’amore, velieri e mercanti, si innalza nel paese un enorme pino decorticato e gli abitanti, vestiti con abiti della tradizione, ballano e cantano una storia di influssi provenzali.

Ceriana, infine, conclude. Ceriana è il “paese del canto”. Nel paese si contano sei cori, ognuno con il proprio stile di canto e una composizione particolare. Ma Ceriana è anche il paese dei colori: i neri, i verdi, i rossi e gli azzurri delle mantelline che identificano l’appartenenza alle antichissime confraternite. Cori e confraternite animano la vita di Ceriana, in particolare durante la Settimana Santa, quando processioni, canti e feste caratterizzano in modo davvero unico il paese.

Itinerario
Partenza
Arrivo
KM
Tempo di percorrenza
12,00
15,00
4,00
5,00
5,00
7,00
17,00
24,00
8,00
12,00
35,00
45,00
14,00
20,00
10,00
18,00
ultima modifica: 19/09/2014
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