motore di ricerca

ti trovi in   HOME » Percorsi

clicca per stampare il contenuto di questa paginastampa

Lassù: a due passi dal mare
Un percorso tra i campanili e i caruggi dell'Entroterra di Ponente
   
Immagine
   

Sembrano costruiti apposta per vendicare l’orizzonte eternamente piatto del mare. O, come più ragionevole, per difendersi dalle minacce piratesche provenienti dall’indifesa pianura marina.

Resta il fatto che l’Entroterra di Ponente è punteggiato di paesi aggrappati sulla roccia, o adagiati sul primo rilievo disponibile o asserragliati su sé stessi a riccio e a spirale.
Programma

Già la prima tappa di questo percorso che incomincia dal mare segnala questa vocazione all’altezza, con la città alta di Ventimiglia, la sua primigenia sede a picco sul mare e sul Roja, scrigno segreto di bellezze architettoniche, la cattedrale dell’Assunta, l’oratorio dei Neri, la chiesa di S. Michele, il Convento delle Canoniche Lateranensi.

Il percorso prosegue entrando in Val Nervia a Dolceacqua, il borgo digradante a spirale sulla collina a ridosso dell’ansa placida del torrente. E’ facile e piacevole perdersi tra i passaggi tortuosi e le volte dei caruggi, case di pietra addossate l’una a ridosso dell’ altra, a sostenersi reciprocamente, alte verso il cielo che improvvisamente si apre con bagliori di azzurro.

Poco più avanti, Isolabona, che per la difesa ha scelto d’adagiarsi sul torrente e l’altura l’ha lasciata alle sue spalle, presidio e svolta per antichi passi di montagna, dove i caruggi hanno un passo più ampio, larghezze altrove sconosciute.

Una deviazione ad est ci porta ad Apricale, il paese cascata, che da uno sperone precipita rapidissimo verso il basso o, viceversa, a seconda di come corra lo sguardo, sale impetuoso verso il cielo.

Dopo lo spettacolo di questo borgo che pare sospeso nell’aria come un sasso di Magritte, si incontra Pigna, la “capitale” della Val Nervia. La sua vocazione e la sua forma sono dette già nel nome, il borgo avviluppato verso l’alto in spirali che si fanno più strette e che proteggono grandi preziosità architettoniche, la chiesa di S. Michele, gli affreschi e i polittici del Canavesio.

Dirimpetto, Castel Vittorio pare lanciare un guanto di sfida, con il suo campanile svettante sulla sommità della cima, sovrabbondante per le dimensioni e gli spazi del borgo, cartolina perfetta per un racconto per immagini di questo angolo d’entroterra.

Si prosegue verso l’alto sino ad incontrare Baiardo, aria e paesaggio sono di montagna, dal belvedere si spazia con lo sguardo tra le Alpi e il mare.

Sulla via del ritorno, Perinaldo offre l’occasione di visitare le stelle, con l’osservatorio astronomico e testimonianze diverse dell’attività del grande astronomo Cassini.

La strada, a questo punto, si biforca e si può scegliere se visitare Seborga, il bel borgo con la sua giocosa tradizione autonomista e poi, a seguire, Vallebona, ormai in prossimità del mare, le case in pietra che cedono spesso il passo ai colori pastello dei borghi costieri e i profumi della Riviera dei Fiori.

L’alternativa è procedere verso Soldano, entrando nelle terre del prestigioso Rossese di Dolceacqua Doc, proseguire verso S. Biagio della Cima, il paese in cui nacque e visse Francesco Biamonti, sincero narratore di quest’angolo di Riviera.

La partenza è ormai prossima all’arrivo e il cerchio si chiude a Ventimiglia, questa volta nella città bassa, per godere del trionfo di merci e prodotti nel famoso mercato che attira ogni giorno turisti italiani e stranieri.

Itinerario
Partenza
Arrivo
KM
Tempo di percorrenza
10,00
16,00
3,00
4,00
3,00
4,00
10,00
15,00
6,00
10,00
17,00
32,00
21,00
31,00
18,00
38,00
10,00
20,00
12,00
20,00
3,00
5,00
ultima modifica: 26/09/2014
Portale internet realizzato da Progetti di Impresa Srl Copyright © 2014