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Luce mediterranea
"Di fronte al mare la felicità è una idea semplice"
   
Immagine
   

Un percorso per immergersi nella luce del Mediterraneo. L’azzurro del mare e del cielo e i giochi d’ombra degli olivi e delle vie strette e coperte dei paesi.

E’ questo l’itinerario del Golfo del Dianese, che si snoda da Imperia verso Diano Castello, Diano San Pietro, Diano Arentino e che con un rapido saliscendi arriva sino a Villa Faraldi e Cervo.

Cinquanta chilometri di itinerario che permettono di vivere una esperienza unica, di ritrovare la natura vera, intima e profonda della costa mediterranea, in cui la natura dialoga con i piccoli paesi e il lavoro incessante dell’uomo è testimoniato dalla presenza secolare dei muretti a secco e della coltivazione degli olivi.

Programma

La prima tappa è Diano Castello, “paese nobile”. I begli edifici nel borgo storico, la chiesa di S. Nicola ristrutturata nel settecento dai Marvaldi, la loggia municipale all’ingresso del Comune ci rammemorano gli antichi e rinnovati fasti: perché la storia del Mediterraneo è iniziata nelle valli e non sulla costa.

Poco oltre ecco Diano S. Pietro, “paese d’origine”. La chiesa di San Pietro Apostolo, detta delle “due acque” perché situata alla confluenza dei torrenti Evigno e Besta, ricorda infatti le origini antichissime di questi luoghi, in cui le civiltà e le religioni si sono succedute e mescolate. La chiesa infatti sembra sia stata costruita sui resti del tempio di Diana, la divinità protettrice di questi luoghi in epoca romana. Di quest’origine nulla resta, ma antico e bellissimo è il battistero risalente al V sec d.C. , di forma ottagonale.

Risalendo ecco Diano Arentino, “paese di Pizzo”. Per pizzo qui si intende il Pizzo d’Evigno, l’altura che è il faro naturale per chi dal Golfo risale per la valle. Pur contando su notevoli emergenze architettoniche, come la Chiesa di S. Michele, la parrocchiale e la cappella di S. Antonio, Arentino merita una visita soprattutto per le sue bellezze naturali: è qui che lentamente l’olivo cede il posto ai boschi, è qui che si possono visitare le piccole cascate di Nagaezzo, è qui che si possono realizzare splendide escursioni al Pizzo d’Evigno.

Dopo una discesa obbligata sulla costa e una rapida risalita, ecco che si giunge a Villa Faraldi, “piccola Atene tra gli ulivi”. Il soprannome deriva, oltre che dalla presenza delle coltivazioni, dalla vocazione artistica del borgo, sempre animato da spettacoli, manifestazioni, mostre d’arte di livello internazionale, di cui primo ispiratore fu il pittore norvegese Fritz Røed. Ma il borgo trabocca ovunque d’arte, nei suoi deliziosi caruggi e nelle visuali panoramiche che si aprono su tutto il Golfo del Dianese.

Infine Cervo, “paese gioiello”, come il tesoro al termine del viaggio. Un borgo medievale incastonato sopra il mare, che ha conservato i suoi edifici storici e i suoi vicoletti pieni di ombre e di luci.
Cervo merita una visita per la facciata sinuosa, anche per la chiesa barocca che imita l’onda del mare in cui si specchia, per gli uliveti che tutt’intorno lo circondano, per la tranquillità e la serenità che infonde nei visitatori. E nel periodo estivo è assolutamente da non perdere il festival internazionale di Musica da Camera.

Itinerario
Partenza
Arrivo
KM
Tempo di percorrenza
Imperia
Diano Castello
9,00
17,00
Diano Castello
3,00
7,00
7,00
11,00
17,00
31,00
Cervo
17,00
28,00
ultima modifica: 24/07/2014
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