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Sentieri incrociati
“Per arrivare fino in fondo al vicolo, i raggi del sole devono scendere diritti rasenti le pareti fredde, tenute discoste a forza d'arcate che traversano la striscia di cielo azzurro carico.”
   
Immagine
   

Questo percorso è fatto di scambi. Di incroci e passaggi che portano altrove. Una crocevia in miniatura che rimanda al grande snodo che fu, ed è, il Ponente Ligure. Luogo di sentieri incrociati, da e verso il Piemonte, da e verso la Francia. Terra di confini attraversati dalla cultura, dal cibo, dal linguaggio e dalle merci.

Questo sentiero che parte da Civezza e risale verso Dolcedo, Vasia e Prelà offre la possibilità di collegarsi, ad est, con il percorso “L’Essenziale”, mentre ad ovest porta verso il percorso “L’Argentado.” Ha lo scopo di “incrociare” le valli, che da queste parti corrono parallele da sud a nord, senza rivolgersi lo sguardo, come vicini che si ostinino a rimanere separati.

Programma

Il percorso si chiama “sentieri incrociati” anche per un omaggio a Italo Calvino, perché si sostiene che il “Sentiero dei nidi di ragno” sia ambientato proprio a Civezza, nostro punto di partenza.

Civezza è indubbiamente un “paese nido”, che accoglie e conforta i viaggiatori. Lo sanno bene le rondini, che da maggio vi fanno nidi ovunque, nei voltoni, negli androni e sulla cima delle antiche torri di avvistamento. Lo sanno bene anche acrobati e artisti che ogni primo maggio si danno appuntamento per festeggiare la festa del circo.

Da Civezza si passa a Dolcedo, “paese magno”. Nel XVII secolo Dolcedo fu un primario centro economico e culturale del Ponente, grandezza che riverbera nei suoi monumenti artistici e civili. Qui cinque sono i ponti che scavalcano il Prino, di cui uno è detto, giustamente, “grande”. Da non perdere lo “skyline” della Palazzata, agglomerato di case senza soluzione di continuità che si affacciano sul Prino, e la chiesa barocca di S. Tommaso.

Prela', “paese in rete” è il punto d’interscambio per chi vuole recarsi verso il percorso “Argentado” puntando verso Carpasio o verso Molini di Triora. Di Prelà non si può fare a meno di ammirare la vena anarchica, visto che i suoi cinquecento abitanti sono sparpagliati tra frazioni e località, nessuna delle quali corrisponde al nome del paese.
Prelà è il nome dato alla rete che unisce le varie frazioni. Il centro più grande è Molini di Prelà, sede del palazzo comunale e dove si trova anche il monumento più insigne: la Chiesa di San Giovanni, detta del Groppo perché la tradizione vuole che l'originaria cappella medievale sarebbe sorta su un grande masso sporgente.

Subito successivo è Vasia, “paese che sfida il cielo”, punto di svolta per chi vuole ricongiungersi, a Lucinasco e Borgomaro, con il percorso “L’ Essenziale”. Vasia è una delle “patrie” della locale coltivazione dell’olivo, che stando alla tradizione fu importato dai monaci benedettini raccolti nel monastero di S. Martino.
Qui si trova, in località Pianavia, il bel campanile in stile romanico, che fa il paio con l’altro campanile simbolo del paese, quello di S. Antonio Abate, costruito nel XIX sec. e alto ben 49 mt. Un monumento esagerato per il luogo, che sembra costruito appositamente per sfidare il cielo.

Itinerario
Partenza
Arrivo
KM
Tempo di percorrenza
Imperia
11,00
15,00
8,00
15,00
8,00
15,00
15,00
25,00
ultima modifica: 24/07/2014
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