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Percorsi

  • Lassù: a due passi dal mare
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  • Sembrano costruiti apposta per vendicare l’orizzonte eternamente piatto del mare. O, come più ragionevole, per difendersi dalle minacce piratesche provenienti dall’indifesa pianura marina.

    Resta il fatto che l’Entroterra di Ponente è punteggiato di paesi aggrappati sulla roccia, o adagiati sul primo rilievo disponibile o asserragliati su sé stessi a riccio e a spirale.
  • Ai confini della meraviglia
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  • Dal mare alla montagna, come solo il Ponente Ligure può offrire. Una ascesa rapidissima che, compiuta speditamente, porta in mezz’ora d’auto dalle palme alle neve.

    Merita però uno sguardo calmo questo itinerario, per godersi i mutamenti e i dettagli, per entrare in sintonia con la meraviglia della natura.
  • Luce mediterranea
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  • Un percorso per immergersi nella luce del Mediterraneo. L’azzurro del mare e del cielo e i giochi d’ombra degli olivi e delle vie strette e coperte dei paesi.

    E’ questo l’itinerario del Golfo del Dianese, che si snoda da Imperia verso Diano Castello, Diano San Pietro, Diano Arentino e che con un rapido saliscendi arriva sino a Villa Faraldi e Cervo.

    Cinquanta chilometri di itinerario che permettono di vivere una esperienza unica, di ritrovare la natura vera, intima e profonda della costa mediterranea, in cui la natura dialoga con i piccoli paesi e il lavoro incessante dell’uomo è testimoniato dalla presenza secolare dei muretti a secco e della coltivazione degli olivi.

  • Sentieri incrociati
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  • Questo percorso è fatto di scambi. Di incroci e passaggi che portano altrove. Una crocevia in miniatura che rimanda al grande snodo che fu, ed è, il Ponente Ligure. Luogo di sentieri incrociati, da e verso il Piemonte, da e verso la Francia. Terra di confini attraversati dalla cultura, dal cibo, dal linguaggio e dalle merci.

    Questo sentiero che parte da Civezza e risale verso Dolcedo, Vasia e Prelà offre la possibilità di collegarsi, ad est, con il percorso “L’Essenziale”, mentre ad ovest porta verso il percorso “L’Argentado.” Ha lo scopo di “incrociare” le valli, che da queste parti corrono parallele da sud a nord, senza rivolgersi lo sguardo, come vicini che si ostinino a rimanere separati.

  • Frontemare
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  • “Frontemare” è un percorso bifronte. A sé stante, è un breve assaggio di entroterra, un timido passo, un approccio che non si discosta mai dalla vista del mare. Agganciato al percorso “L’Argentando”, all’altezza di Taggia, è un finale alternativo, allegro e soleggiato.
  • L’Argentado
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  • "L’Argentado” è l’Eldorado dell’Entroterra di Ponente. E’ un percorso ad anello di 100 km che tocca 9 Comuni di quel luogo incantato che è la Valle Argentina.

    Qui l’oro e l’argento sono l’olio dolce di qualità superiore e le foglie argentate degli ulivi . Olive della varietà taggiasca, coltivazione unica e tipica del Ponente Ligure che a Taggia è nata e che da Taggia prende il nome.

    Gran parte del percorso si snoda lungo il torrente Argentina, le cui acque limpide e nervose conferiscono alla Valle il caratteristico aspetto selvaggio. Il colore dominante, oltre al verde dei boschi e degli ulivi, qui sono il nero e il grigio dell’ardesia, pietra sottile e setosa: con l’ardesia sono fatti i tetti, i portali, gli scalini e i lavatoi dei paesi.

  • L’essenziale
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  • Questo è un percorso di intimità e d’affetti, di dettagli e particolari. Un itinerario che consente di scoprire i segreti nascosti dell’Entroterra, attraverso un percorso di 70 km lungo la Valle Impero.

    Un percorso esemplare che indica alcuni “archetipi” delle Valli del Ponente: la tipologia del costruito, il rapporto tra produzione agricola e paesaggio, la bellezza dell’arte popolare.

    L’itinerario è anche un viaggio di scoperta: rinomato per le sue spiagge, il Ponente Ligure nasconde la sua vera natura nella penombra dell’Entroterra. E’ qui che si sono sviluppate la sua storia e le sue tradizioni: uliveti, santuari, castelli, leggende.

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